Elaborare il lutto: perché il legame con chi non c'è più non si spezza
Un legame che continua a vivere dentro di noi non è un lutto "non superato". Ecco cosa succede davvero quando perdiamo qualcuno e come attraversare il lutto senza smettere di sentirlo vicino.
LUTTOMORTETRAUMA
Nicola Furlanis
7/11/20262 min read


Elaborare il lutto: perché il legame con chi non c'è più non si spezza
Un legame che continua a vivere dentro di noi non è un lutto "non superato". Ecco cosa succede davvero quando perdiamo qualcuno e come attraversare il lutto senza smettere di sentirlo vicino.
In studio mi capita spesso di sentire questa domanda, detta quasi sottovoce: "Lo sento ancora vicino, è normale?"
C'è sempre un po' di imbarazzo, dietro. Come se sentire ancora la presenza di qualcuno che non c'è più fosse la prova di non essersi ripresi, di essere rimasti indietro rispetto a un tempo di guarigione che dovrebbero già aver rispettato.
Per anni la psicologia ha raccontato il lutto più o meno così: shock, rabbia, tristezza, accettazione, e alla fine la persona che abbiamo perso dovrebbe restare alle spalle. Un capitolo chiuso.
L'esperienza clinica, la mia e quella di molti colleghi, dice qualcosa di diverso. Chi attraversa un lutto in modo sano è chi trova un modo diverso di tenerlo con sé.
Cosa cambia, allora?
Continuiamo a costruire la nostra storia ogni giorno: chi eravamo, chi siamo, chi stiamo diventando. Le persone importanti fanno parte di questa storia e quando vengono a mancare il racconto rischia di restare come sospeso in quel punto lì, senza sapere come proseguire.
L'elaborazione del lutto
Il lavoro del lutto, per come lo vedo io, è trovare un modo per far continuare quella storia includendo anche la perdita. Per questo capita ancora di sentire la voce di chi non c'è più prima di una decisione importante, o di ripetere un suo gesto senza accorgersene, o di essere riportati a lui da un odore, una canzone, una strada. Questi sono proprio il segno che quel legame ha trovato un modo nuovo per restare vivo.
Quando invece conviene farsi aiutare?
Non esiste un tempo giusto per il lutto, e i ritmi cambiano moltissimo da persona a persona. Detto questo, ci sono situazioni in cui vale la pena chiedere una mano: quando il dolore non cambia forma nel tempo e resta identico a distanza di mesi o anni, quando diventa impossibile parlare della persona persa senza un'angoscia molto forte, quando si evitano sistematicamente luoghi o oggetti legati a lei, quando è difficile immaginare un futuro o tornare a interessarsi a ciò che prima piaceva, o quando il senso di colpa verso sé stessi diventa pesante e continuo.
…Qualcosa che può aiutare nel frattempo
Dare parole al legame, non solo al dolore: scriverne, parlarne con qualcuno, non per "elaborare" in astratto ma per continuare a costruire quella relazione, anche in una forma diversa. Non avere fretta di stare meglio: il lutto non è lineare, ci sono giorni più leggeri e giorni in cui torna tutto insieme, e fa parte del percorso. Concedersi i piccoli riti: una data, un oggetto, un gesto che si ripete, aiutano a dare una forma al legame che continua.
E, se serve, chiedere aiuto: è una forma di cura verso sé stessi, soprattutto quando il dolore inizia a occupare troppo spazio nella vita di tutti i giorni.
Contatti
Sono qui per supportarti nel tuo percorso.
© Nicola Furlanis 2025. All rights reserved.
P.IVA 05668880288
