Se il silenzio diventa l'unico modo per proteggere la relazione. L'utilità della terapia di coppia

Terapia di coppia: quando si smette di dirsi le cose per paura che cambi tutto. Esiste un silenzio che riflette la paura di perdere qualcosa. Ti spiego perché smettiamo di dire certe cose al partner e come si può tornare a parlarsi.

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10/7/20263 min read

Molte coppie arrivano in studio dicendo che litigano troppo. Altre coppie, invece, arrivano dicendo il contrario: che non litigano quasi mai, che va (quasi) tutto bene, che il problema è solo "un po' di distanza" che non sanno spiegarsi chiaramente.

Dietro quella seconda frase ci sono spesso persone che hanno smesso, in punti diversi e per motivi diversi, di dirsi alcune cose.

Due silenzi che sembrano diversi e non lo sono

Il primo è quello più riconoscibile: c'è qualcosa che vorrei dire al mio partner (un bisogno, un fastidio, un pensiero che mi riguarda) e non lo dico, perché temo come reagirà. Magari ho già visto cosa succede quando porto un argomento delicato: la tensione che sale, il muro che si alza, la sensazione che quella sera, o quei giorni dopo, costeranno più di quanto valga la pena.

Il secondo silenzio è più "silenzioso" ancora, se si può dire così, perché riguarda qualcosa che il partner fa, e che non condivido (un modo di comportarsi, una scelta, un atteggiamento) e che non nomino perché temo cosa potrebbe succedere alla relazione se lo portassi a galla. Come se dirlo rendesse reale un cambiamento che, finché resta non detto, si può ancora evitare.

In entrambi i casi la logica di fondo è la stessa: meglio tenere fuori qualcosa, piuttosto che rischiare di perdere un equilibrio che, per quanto scomodo, è comunque conosciuto.

Perché succede?

Quasi sempre questa cautela nasce da ciò che la coppia ha imparato, insieme, su cosa succede quando si dicono le cose scomode. Se una volta, due volte, una certa verità ha prodotto una reazione dura, un ritiro, una punizione anche solo emotiva, la coppia impara (entrambi, non solo chi tace) che certi argomenti è meglio lasciarli fuori dalla porta.

È una danza che si costruisce in due, un accordo implicito mai discusso apertamente: io non dico questo, tu non dici quello, e così restiamo al sicuro. Il problema è che questo tipo di sicurezza ha un costo, e il costo si paga in intimità: più cose restano fuori, più la relazione si costruisce su una versione parziale di entrambi, non su chi siete davvero.

Il paradosso del silenzio protettivo

Il paradosso è che tacere per proteggere la relazione, alla lunga, spesso la indebolisce più di quanto farebbe il conflitto che si voleva evitare. Un disaccordo detto, anche gestito male, lascia comunque alla coppia un'informazione vera su cui lavorare. Un disaccordo taciuto si trasforma in distanza silenziosa, in piccole irritazioni che non si capisce bene da dove vengano, in una sensazione di non essere più davvero visti dall'altro. Che è, paradossalmente, proprio ciò che si temeva accadesse dicendo la verità.

Questa dinamica non dipende dall'orientamento della coppia né dalla forma della relazione: la ritrovo identica in coppie etero e in coppie omosessuali, in relazioni monogame e in relazioni aperte o poliamorose, in coppie giovani e in coppie insieme da vent'anni. Cambiano i contenuti di ciò che non si dice ma il meccanismo che tiene in piedi il silenzio è lo stesso.

Cosa aiuta a invertire la rotta

Il punto di partenza utile è capire insieme, come coppia, cosa è successo in passato quando certe cose sono state dette e cosa ciascuno dei due ha imparato da quei momenti su quanto sia sicuro esporsi con l'altro.

Spesso basta rendere visibile quella regola implicita ("di questo non parliamo") perché la coppia inizi a guardarla diversamente come un'abitudine che si è formata insieme e che si può, insieme, ridiscutere. In terapia questo lavoro ha un vantaggio in più: offre uno spazio terzo, dove certe cose possono essere dette per la prima volta con qualcuno che aiuta a tenerle dentro una cornice più sicura di quella in cui, da soli, la coppia era riuscita a costruire fino a quel momento.

Se riconosci questa dinamica nella tua relazione,qualunque sia la sua forma, un percorso di terapia di coppia può aiutarvi a ricostruire uno spazio in cui tornare a dirvi le cose, senza che questo significhi perdervi. Se vuoi, scrivimi per fissare un primo colloquio conoscitivo, in studio o online.

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